L'incontro sui progetti che abbiamo sostenuto con gli utili dell'anno scorso è stato molto bello: vedere le fotografie di quello che è stato realizzato anche grazie al nostro contributo e ascoltare le testimonianze dirette di chi lavora direttamente a contatto con queste realtà è sicuramente un'esperienza formativa e gratificante. Ti rendi conto che anche tu, nel tuo piccolo, puoi cambiare la vita a persone che magari non incontrerai mai, ma che hanno davvero bisogno di un pò di attenzione e di amore per poter cominciare a vivere dignitosamente.
Le nostre due relatrici sono state Erminia per Variopinto, e Maria Teresa per Marcelino Pan Y Vino.
L’associazione Variopinto arriva in Rwanda, il Paese delle mille colline, 15 anni fa, poco dopo il terribile genocidio. Sono 15 anni di collaborazione con la Caritas e con la Diocesi di Butare, 15 anni di progetti e iniziative a sostegno della popolazione così duramente colpita dagli orrori accaduti tra il 7 aprile ed il 4 luglio 1994.
Laboratorio di Cucito a Nyampinga (Butare), Rwanda
Nel 2005 Variopinto, insieme alla Caritas, costruisce un Centro per bambine e ragazze di strada, con l’obiettivo di dar loro una possibilità di futuro attraverso un corso di alfabetizzazione prima, e un corso professionale di sartoria con diploma finale.
L’impegno di insegnare a queste ragazze a lavorare per uno stipendio regolare, con scansioni giornaliere precise, è notevole, ma dopo un paziente lavoro e dei piccoli incentivi, i risultati sono rincuoranti: dopo anche due ore e mezza di cammino per recarsi al lavoro, le ragazze prendono l’iniziativa, si rendono conto delle richieste da soddisfare, e arrivano a portarsi a casa le etichette da ricamare con il loro logo per riuscire a finire in tempo il lavoro assegnato. Per finire l’ordine di 2000 confezioni dei panettoni di quest’anno per esempio, sono andate a lavorare anche il sabato e la domenica, di loro spontanea iniziativa.
Lo stato Rwandese permette la permanenza nel Centro solo per un anno, e poi le ragazze vengono reintegrate nella loro famiglia, o in un’altra che si è offerta, e solo nei casi in cui ciò non avvenga, o la famiglia di origine sia troppo povera o troppo instabile, l’ospitalità viene prolungata.

13 ragazze sono già state reintegrate in famiglia, dopo il percorso assieme alla loro educatrice, mentre 5 non hanno avuto questa possibilità, e Variopinto ha deciso di mettere a loro disposizione una casetta, presa in affitto, in cui stanno sperimentando una vita autonoma. Altre 3 ragazze si sono invece sposate: Erminia ci racconta che è una cosa bellissima, non solo di per sé, ma soprattutto perché significa che l’uomo e la famiglia che le hanno scelte non le considerano più ragazze di strada, ma giovani donne con un futuro solido davanti.Qui a Nyampinga inoltre è stato attivato un corso di cucina, e le 5 ragazze che lo seguono apriranno un chiosco all’Università.
Scuola primaria a Butare, Rwanda
Butare è la capitale culturale del Rwanda, poiché quando ancora questo faceva Stato con il vicino Burundi, la città si trovava esattamente nel centro del regno. E’ qui che si trova l’unica Università del Rwanda, con circa 9000 studenti, ed è nel suo centro che passa l’unica grossa strada asfaltata che taglia a metà l’intera nazione.
Quest’anno anche il quartiere dove sorge la scuola ha finalmente una strada asfaltata, che evita agli abitanti di camminare sempre nel fango. Si tratta di un quartiere di estrema periferia, con delle grosse problematiche derivanti non solo dal genocidio, ma anche dalla vicinanza con il Burundi e dalle migrazioni ed emigrazioni che accadono sul confine.
Nel 1995, appena arrivati, i volontari di Variopinto chiedono alle donne, la maggioranza della popolazione rimasta, di cosa hanno bisogno, quali sono le loro priorità. Con la mancanza di cibo, di acqua, di servizi, di abitazioni, e con i cadaveri ancora sulle strade, la risposta è sconcertante: le donne vogliono una scuola per i loro bambini. Sono convinte infatti che un Paese nuovo e un futuro di pace sia possibile solamente se ai bambini questo viene insegnato, se riceveranno un’educazione, se avranno la possibilità di imparare, a scuola.
La scuola, che copre 6 anni, oggi ha 1200 bambini iscritti, è di proprietà della diocesi, e gli insegnanti sono pagati dallo Stato, altro grosso risultato raggiunto dall’associazione: le istituzioni nel tempo si sono rese conto del lavoro importante, e anzi hanno in altri casi chiesto il sostegno di Variopinto per la costruzione di realtà educative in altri quartieri.
Scuola secondaria
Variopinto incontra il vescovo della diocesi e il sindaco, per la realizzazione di una scuola secondaria, la prima pubblica nella città. Gli anni di base sono 3, gli alunni sono 600, e ognuno paga una retta minima, accessibile anche alle famiglie più povere. Al mattino si svolgono le lezioni, e nel pomeriggio i locali sono a disposizione per i compiti e lo studio.
E’ in questo caso che lo Stato stesso ha chiesto l’aiuto di Variopinto, per l’avvio degli altri 3 anni di specializzazione e l’arrivo al diploma. Sarebbe la prima scuola in tutto il Rwanda a offrire questo servizio, e dopo un grosso lavoro, ormai l’apertura è vicina.
Il grande sforzo di convivenza e la volontà di superare le difficoltà insieme è dimostrato dal fatto che in questa scuola, gestita dalla diocesi, una degli insegnanti sia musulmana.
Artigiani
Oltre a tutto questo, Variopinto segue e appoggia in Rwanda 25 gruppi di artigiani, tra cui anche Pigmei, che sono nel paese totalmente emarginati.
Il progetto all’interno del quale nasce Marcelino Pan Y Vino si chiama in realtà Progetto Amico: l’amico affianca chi ha bisogno, non gli sta né davanti, né dietro.
Perù, provincia di Sanchez Carion. Altitudine: dai 3200 ai 4500 m. E’ un territorio che per 18 anni è stato scenario del terrorismo, e il cui capoluogo, Huamachuco, da 22.000 abitanti è passato a 50.000 da quando l’associazione ha iniziato il suo lavoro.
Le prime attività sono state una scuola e l’assistenza sanitaria e alimentare, offerta alla popolazione dei più deboli: i bambini, usati come minatori nelle piccoli cunicoli delle miniere d’oro, e gli anziani, che senza un lavoro sono abbandonati a sé stessi e non sanno come trovare da vivere.
C’è voluto tempo e pazienza, per riuscire ad avvicinare queste persone, che dopo le brutalità del terrorismo si erano fatte estremamente diffidenti, ma una volta avviato il progetto sono stati gli stessi bambini a cercare l’aiuto e l’amore che i volontari hanno da offrire.
Il nome, Marcelino Pan Y Vino, è dovuto al fatto che il primo bambino di cui si sono presi cura è stato trovato, come Marcellino, abbandonato subito dopo il parto nella piazza della città.
L’associazione ha fatto numerosi progressi, in questi anni: per prima la proposta di una Casa Ecologica, per insegnare agli abitanti a gestire gli spazi, a non bruciare lo sterco degli animali per cucinare, a utilizzare un essiccatoio per conservare gli alimenti, a conoscere fonti energetiche pulite e gratuite, come il fotovoltaico. Poi la Scuola Agraria, che in realtà viene chiamata “Centro” perché non ci sono ancora i soldi per condurre la gestione di una vera scuola: sono state portate delle serre dall’Italia (pagate con la raccolta dei tappi), per aumentare la possibilità di coltivare ortaggi oltre i 2 mesi in cui all’esterno le temperature sono accettabili, si insegna come coltivare il terreno, come fare il compostaggio, come allevare gli animali in un luogo diverso dall’abitazione, come tenere un giardino e come fare la lombricoltura.E’ un modello per tutta la città, e sono molte le scolaresche che vanno a visitare il centro.
La filiera delle lane pregiate è invece l’ambizioso progetto in corso: le Alpache dopo gli anni del terrorismo erano praticamente state uccise tutte. La loro lana è la più pregiata in assoluto, ancora più pregiata del cachemire, e hanno 19 varietà di mantelli naturali.
Gli altri interventi di Marcelino sono stati il laboratorio di falegnameria, la panetteria nella piazza di Huamachuco, alla quale abbiamo regalato il tavolo in acciaio, e una cappellina in cui tutti possono pregare per i loro morti .
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